Appunti

È un periodo strano, un po’ tutti i pezzi della mia vita virano verso il fallimento ed è difficile mantenere il sangue freddo e andare avanti. In generale io sono una tipa con molti progetti: fare cose è quel che mi serve per tenermi ancorata a questo mondo perché altrimenti sarei davvero sempre con la testa tra le nuvole, eppure in questi periodi la cosa più difficile è rimanere a boccheggiare senza la prospettiva di una situazione in cui posso fare solo quello che mi piace fare. Perché alla fine sì, mettere in piedi progetti più o meno strampalati mi serve per rimanere ancorata qui, ma il vero obiettivo, quello che perseguo disperatamente, è mettermi a posto e fare solo le cose creative che mi piace fare. In questi momenti assaporo il gusto primordiale di non essere abbastanza brava. Che è l’illusione in cui mi crogiuolo prima di arrivare a questi momenti di verifica. Uffa. E quindi non riesco a fare nulla, mi sento bloccata. Ma come? Proprio tu che dici di fare mille cose diverse? Esatto.

Infatti sto a scrivere qui, invece, per dire, di scrivere un racconto lungo fantasy, che è il mio modo normale di riflettere. Oppure invece di disegnare, che è il mio modo normale di rilassarmi.

Mi appunto però qualche relitto, che magari userò e magari no, per il futuro.

Due esempi di cattiva ergonomia

  1. Spesso nelle stazioni dei treni (per esempio a Chivasso è così) ci sono tre cestini dell’immondizia: uno per la carta, uno per la plastica e uno per il vetro e lattine. Però se devi buttare via dell’indifferenziato (per esempio uno scontrino o un torsolo di mela) non hai un cestino per farlo. Quindi la gente poi butta tutto negli altri contenitori, e il senso della raccolta differenziata si perde.
  2. la banca online di Unicredit non mette mai il focus sui campi di testo, né nella versione web né nell’app. Quindi tu apri una nuova finestra in cui l’unica cosa che puoi fare è scrivere il tuo codice temporaneo ma devi lo stesso andare a cliccare sul campo per poter iniziare a scrivere. Ogni volta perdo qualche secondo, e penso che smetterò di usare il loro scadente servizio.

Come dimostrare che coloro sostengono i movimenti pro-vita sono persone prepotenti e cattive che della vita se ne fregano e vogliono solo imporre la loro volontà a chi non la pensa come loro

Questa è facile: se avessero davvero a cuore la vita, non farebbero campagne di comunicazione per impedire l’aborto, ma farebbero campagne politiche per facilitare la vita di chi deve occuparsi delle nuove vite: periodi di diversi mesi di maternità e paternità obbligatori per costruire nuovi ritmi familiari e distribuire meglio i carichi di lavoro domestico; più soldi agli asili nido non religiosi; agevolazioni per il rientro nel mondo del lavoro; agevolazioni per chi vuole rimanere a casa a occuparsi delle nuove vite che crescono; agevolazioni per chi deve occuparsi delle nuove incombenze senza un o una partner. Insomma, mettere al centro dell’agenda politica la famiglia non come strumento di oppressione ma come opportunità, e quindi riconoscerla in tutte le sue molteplici forme.

Come dimostrare che Dio è favorevole alla contraccezione

Anche questa, facile: partiamo dal presupposto che la bibbia non è affidabile in quanto scritta (o trascritta) da uomini e limitiamoci ai fatti: se Dio ha reso il parto doloroso e il sesso piacevole, evidentemente nelle sue intenzioni dobbiamo fare molto più sesso di quello che serve per procreare. Anzi, probabilmente nelle sue intenzioni dobbiamo procreare il meno possibile, e scopare il più possibile.

Dirai: eh, ma tipo le mestruazioni son dolorose, quindi bisogna ingravidare le donne ogni volta che si può. Devo ancora documentarmi bene su questo, ma sai che dicono che non devono essere necessariamente dolorose? Che la dismenorrea è evitabile o riducibile in un cospicuo numero di casi? Ci ho pensato a lungo (be’, i sette minuti che riesco a concentrarmi su una cosa): anche senza dolore, non sono una roba piacevole. Ma magari è solo un modo per segnalarti che puoi ancora fare una cosa, ma non subito. Cioè: comunque i dolori mestruali sono (mi vien detto) infinitamente meno dolorosi dei dolori del parto. Ma basta parlare di pene.

Questa cosa di considerare i fatti, ha altre interessanti conseguenze:

  1. se ci ha fattɛ unǝ diversǝ dall’altrǝ, non dobbiamo comportaci tuttɛ nello stesso modo;
  2. ma se ci ha fatti così simili, allora voleva che qualcosa ci accomunasse e ci rendesse consapevoli che siamo parte dello stesso popolo, non nemici e nemiche;
  3. se ci ha dotatɛ di volontà e di raziocinio, allora dobbiamo coltivare queste caratteristiche: la fede cieca e il dogmatismo sono un male da cui fuggire;
  4. se ha reso qualcuno più forte e qualcuno più intelligente, ma ha fatto in modo che tuttɛ potessimo essere in qualche momento più deboli o più scioccɛ, voleva dirci che dobbiamo coltivare i nostri doni, ma mai a discapito dellɛ altrɛ;
  5. se ci ha messo in un mondo grande, ma finito, in un universo infinito, forse la sua intenzione era che non consumassimo questo pianeta, ma lo rendessimo un punto di partenza.

Se, ovviamente. Ma magari è tutto un caso.

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Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.

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Adri Allora

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