Elezioni?

Ecco, te l’avevo detto, l’ho fatto. Mi dà fastidio buttare la roba senza averla sfruttata almeno un pochino, quindi nascondo sotto il tappeto di medium queste foto che ho fatto in occasione dell’ultima campagna elettorale per il ruolo di sindacǝ di Torino.

Secondo me sono immagini a loro modo stimolanti, ma i pensieri profondi te li lascio tutti: io mi limito alle cazzate.

Buona visione (io posso buttarle via dal mio cloud).

Qui non siamo riuscite a trattenerci dal fare il gioco sul cognome, eh? Birichina!
A te e famiglia.
Mi piacciono molto i partiti che hanno un obiettivo ben definito. Sto aspettando quello per persone che si radono la testa per nascondere che hanno pochi capelli.
È bello che il partito gay si occupi anche di lesbiche e trans e bi. È che non capisco perché non l’abbiamo chiamato Partito LGBTQIA+
Forse la mia simpatia per partiti molto specifici nelle intenzioni dipende dal fatto che non vedo quasi mai facce sui loro manifesti. Lo considero un pregio.
A volte non è la faccia che mi infastidisce, magari è solo una camicia bianca su uno sfondo bianco. Te lo facevano pagare di più se ci aggiungevi un colore?
Eppure, quando sento parlare di comunisti e vedo gente in cravatta davanti a ricche librerie, qualcosa mugugna dentro di me. E poi il nodo della cravatta, cazzarola.
Non riesco a cogliere il sequitur “Torino è di tuttǝ se la casa è un diritto”. Cioè, ci sono due idee che mi piacciono, ma non riesco a farle collimare in un discorso coerente. Eppure servirebbe…
L’importante è avere un nemico.
Ha il cognome di uno dei miei etnolinguisti preferiti, non riesco ad essere oggettivo, e poi ha quell’espressione un po’ così, da quarto bianchetto prima di colazione, che ispira subito simpatia.
“Anche la destra per le pari opportunità”. Basta dirlo.
Il candidato in alto ha bruciato sul tempo Salviettini con l’idea di credere obbedir… no, aspe’, siamo sempre in ritardo di ottant’anni. La seconda invece mi fa paura. Proprio la foto, dico. Mi sento come al liceo quando non facevo i compiti, la prof me li chiedeva e io iniziavo a fingere di leggere improvvisando delle risposte.
Questo è uno di quei magici casi in cui due poster sembrano dialogare: uno dice “c’è da cambiare” e l’altro risponde “sempre al tuo fianco”. Sandra e Raimondo.
Oh, ma com’è che a destra non fanno che invocare di continuo la libertà? Che poi è sempre la libertà di fare cazzate. E poi “con Damilano”, dài, siamo seri, due preposizioni affiancate così, senza pudore?
La prima candidata aveva giocato un poco sul nome, qui siamo al livello pro. Purtroppo.
Proteggi il valore dei miei sacrifici? Ma fatti i tuoi, di sacrifici e pensa a quelli! Io sto cercando disperatamente di non farne!
Comunque devo ammetterlo: un po’ lo stimo. Voglio dire, per candidarti a Torino se ti chiami “da Milano”, devi avere del coraggio. Io ancora ricordo con piacere la bella campagna di comunicazione “baciaMilano”.
Ma a nessuno è venuto in mente di dirle che la parola “riscatto” ha anche un’accezione negativa? Voglio dire, questa è una delle tre teste che nel 2011 fece quasi finire in default l’Italia, io quando ho visto la sua faccia e letto la parola “riscatto” ho sentito un brivido lungo la schiena.
Lei non era una candidata: cercava solo qualcuno che avesse una fottuta idea.
A parte il fatto che ogni volta, anche adesso, non riesco a non leggerlo “zainetti”, ma hai notato che i partiti di destra sono quelli che più spesso ti scrivono ben chiare le istruzioni? Lɛ elettorɛ di destra sono più stupidɛ o lɛ candidatɛ lo pensano?
Dico solo che io posso permettermi di prendere in giro la gente per nomi e cognomi perché di cognome io faccio Allora e in quarantacinque anni ne ho sentite di tutti i colori.
Libertè, veritè, fraternitè. Che saranno le 3 V? (E “ing.” non se po’ vede)
Sono confuso… dici che si misgendera da sola?

Tornando a casa dopo aver ritirato la nuova tessera elettorale, la guardo e penso che il voto è un’operazione a strati, in cui togli uno strato per volta. Anche se arrivare al cuore della tua decisione è a volte difficile e a volte straziante, il primo strato è davvero molto facile da levare: c’è qualcuno che è morto perché tu possa oggi chiederti chi votare (e le idee di egualitarismo e libertà sono ancora vive in varia misura in una certa parte politica) e c’è qualcuno che è morto cercando di impedirti di chiederti oggi chi votare (e le idee fasciste sono ancora vive in varia misura in una certa parte politica). Non vedo proprio perché votare qualcuno che continua a mettere nel proprio simbolo la tomba dello stronzo sormontata da una fiamma tricolore che dovrebbe simboleggiare quegli ideali ardenti e mai sopiti.

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Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.

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Adriano Allora

Adriano Allora

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