Guerre linguistiche!

Uno serio. E con tanto tempo libero.
Siamo solo all’inizio. Risvolti legali. Siamo anche su Radio Capital. Dàgli a quegli stronzi dei fonetisti!
ANCHE gli intellettuali di sinistra… sarà che son tutti maschi bianchi cishet? (Ma poi davvero Barbero ha preso posizione contro il segno schwa? Mi pare strano… sarà mica il caro vecchio non-giornalismo di destra, aduso a mentire?)
L’asterisco esisteva già prima, esattamente con quella funzione sostitutiva, ma forse… boh, sarà sfuggito.
A sinistra il giornalista in abito di carnevale preoccupato per il destino della lingua, prima insidiata dal morbus anglicus della perfida Albione, oggi pervertita da quel segno effemminato. A destra mentre vede un testo con un qualche segno che non incontra il suo habitus linguistico. Quanta maschia virilità si erge a difesa del nostro avito idioma!

Un linguista si limita a registrare l’uso della lingua, non dice cosa si può e cosa non si può dire.

Quando eravamo all’università, la distinzione tra approccio normativo e approccio descrittivo era un mantra, una di quelle opposizioni dicotomiche che ti poneva sulla lista dei buoni o dei cattivi linguisti.

Dichiarazione di guerra? Piuttosto, fagli presente che se si applica una regola, va applicata dappertutto, non solo in alcuni casi. Molto interessante la differenza di trattamento tra gli errori de La Repubblica, che evidentemente aggrediscono solo la sua lingua, e i segni grafici che invece aggrediscono i suoi privilegi di maschio bianco cishet: da una parte Giornalismo 3.0, dall’altra dichiarazione di guerra.
  1. non è la cattedra che ti fa linguista, non sono i trenta e lode agli esami, non sono i libri che hai letto né quelli che hai scritto. La cattedra e i trenta in qualche caso ne sono la conferma e i libri forniscono degli strumenti, ma ciò che fa di te un linguista è il tuo atteggiamento di fronte alla lingua, la tua volontà di conoscerla e analizzarla, cioè le cose che smetti di fare nel momento in cui dici come dev’essere.
  2. la lingua non si norma, quelli che propongono l’uso dello schwa hanno fatto una proposta proprio come quello che per la prima volta ha chiamato così il kebabbaro. Ma, soprattutto, nel meraviglioso processo di mutamento della lingua, l’opinione di un ordinario e quella di un ragazzino che ha finito a fatica le scuole dell’obbligo valgono lo stesso, mi dispiace, quindi chiunque ha il diritto di proporre qualsiasi tipo di innovazione linguistica e di usare qualsiasi forma linguistica. E non sei tu che glielo negherai, ma l’utilità, l’efficacia, l’economia linguistica.

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Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.

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Adri Allora

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