Relazioni tra libri

Adri Allora
6 min readJun 2, 2023

Oggi ho voglia di parlarti di due libri che hanno una cosa in comune: raccontano di relazioni possibili, uno nel mondo attuale e uno in mondi finzionali. Uno è un saggio, l’altro una raccolta di racconti di fantascienza a tema.

POLIAMORE

Come ho avuto modo di scrivere altrove, ho incontrato questo libro per caso (conosco di persona unǝ dellɛ autorɛ e dell’altrǝ avevo letto le tre zine sullo stesso tema) e l’ho affrontato per curiosità: oltre che su di me mi interrogo anche sulle relazioni che intesso con le altre persone e anche se in questo momento l’idea di intraprendere una relazione sentimentale mi alletta quanto quella di leccare un cactus spinoso (c’è a chi piace, per carità…), perché chiudere gli occhi quando si guarda in una certa direzione?

Ciò che ho trovato entusiasmante di “Poliamore, riflessioni transfemministe queer per una critica al sistema monogamo” è l’impostazione fortemente politica, in questo senso il vero titolo è il sottotitolo: se è possibile separare i piani, si tratta più di una riflessione sui sistemi sociali che di una spiegazione di cos’è e il poliamore (in realtà no, non è possibile separare i piani, ma rende l’idea).

Ma un detto di un un paese lontano dice che a far esplodere la bomba è la la mano che avvicina il fiammifero alla miccia: la mano in questo caso è quella che per raccontare le relazioni decide di non parlare esclusivamente di relazioni romantiche o sessuali ma di relazioni affettive. E, guarda, sta tutto qui: nel momento in cui si esclude la necessità di una relazione basata su una certa idea di amore, quello romantico che auspicabilmente viene realizzato nel sesso, e includi altre forme di amore (qui: affettività) allora hai preparato la bomba. Quel che lɛ autorɛ fanno bene è sia contestualizzare che arricchire con le loro riflessioni la descrizione di come la bomba esplode. E di quali vantaggi porta quest’esplosione.

Bonus track: alcuni spunti di riflessione. Ad esempio, la prospettiva antiassimilazionista (per cui il matrimonio poly non è una rivendicazione necessaria in quanto percepita come una forma di “ricatto” in cui le famiglie poliamorose vengono accolte solo se dimostrano di essere abbastanza “normali”) cozza con la mancanza di tutele e diritti e questo apre un dibattito annoso che coinvolge anche forme di monogamia riconosciute da ampia parte della società civile ma non dai Governi che si sono succeduti negli ultimi trent’anni alla guida dello Stato (soprattutto non da questo Governo, fascista e patriarcale).

Il libro è piccolo e agile come ci hanno insegnato i tipi di Eris con i loro Book Block, e io non mi sento preparatǝ a discettarne, qui riporto però il sommario, perché penso che possa già dire cose interessanti:

  1. introduzione
  2. monogamia e normatività relazionali
  3. oltre l’amore romantico: critiche femministe e queer
  4. il poliamore in Italia
  5. poliamore e stigma
  6. per un poliamore radicale
  7. conclusioni

RELAZIONI

Ti capita mai di comprare un libro perché sul momento ti ispira e poi di non “aver voglia” di intraprendere la lettura? Ho comprato diversi mesi fa questo volume di Edizioni BD (label 451) ma non riuscivo a leggerlo. Dopo Poliamore, dove si spiega che

[…] le radici della comunità poliamorosa delle origini vanno ricercate nella comunità geek, sci-fi/fantasy e legata alla spiritualità alternativa della San Francisco Bay Area degli anni ’60 del secolo scorso.

il pensiero che sarebbe stato interessante confrontare delle attualità con delle possibilità mi ha spronatǝ e il primo passo ha portato a una piacevole ricompensa, anche se la maggior parte delle relazioni coinvolte in questa antologia è assolutamente tradizionale e, imho, uniformità nella gestione dei neutri e coraggio coi maschili sovraestesi avrebbe giovato.

Dieci racconti e, come ho già fatto per Divergender e Il mio genere è top secret, li vediamo uno per uno.

Ne Gli Invisibili ci troviamo di fronte a una famiglia tradizionale: mamma papà e due figliɛ, e assistiamo al modo in cui scienza, tecnologia ed etica entrano in questa struttura. Nancy Kress è incredibile nel mostrare come come certe dicotomie (qui è amore-etica) possano appiattire qualsiasi volo pindarico fantascientifico: la scelta che devono fare la madre e il padre di questo racconto non è dissimile nel portato emotivo da quella che devono fare ogni giorno in tutto il mondo, il nostro mondo, forse milioni di madri e padri relativamente alla propria discendenza. Illuminante.

Il racconto di Rich Larson, L’eco di un’eco, è una toccante storia molto breve che mette insieme una tecnologia molto futuristica (“salvare” la coscienza di una persona per fruirla dopo la sua morte) e una che è a un passo da dove siamo noi (delle IA tarate sullɛ loro utenti che svolgono come alter ego tutte le chiacchierate con potenziali partner per fare la selezione di quellǝ giustǝ, e poi fanno il riassunto di quello che hanno detto e sentito come briefing al primo appuntamento). Queste due tecnologie andranno imprevedibilmente a incrociarsi nella vita del protagonista narrante. Commovente.

In Digisprazzo, di Nick Wolven un (nuovo?) tipo di maternità, in cui più mamme concorrono all’educazione di un figlio viene in qualche modo hackerato dalla mamma che sta di più col figlio. E fa capolino qualche spunto riguardo all’educazione nel prossimo futuro. E c’è anche qualcosa di simile a un nuovo linguaggio. Antropologico.

Un pizzico di saggezza (Mary Robinette Kowal) parla di anzianità e malattia, di cura per le cose e le persone e di amore: in un museo all’interno di un parco pubblico viene radunata una folla perché un devastante tornado si sta avvicinando. La protagonista, malata di Parkinson e responsabile di un’esposizione di miniature risolve un piccolo conflitto dimostrando che la strada per la vittoria passa attraverso la saggezza. Interessante.

La tua esperienza romantica (James Patrick Kelly) mi ha fatto venire in mente un racconto che avevo scritto io (anche se sono pessimǝ a scrivere racconti): qui il compagno di uno sviluppatore deve uscire con il robot lusorio sviluppato dal suo compagno. È un test commerciale, eppure genera conseguenze affascinanti. Triangolare.

In Mediazione la protagonista si fa aiutare controvoglia a gestire la famiglia dopo la morte del marito da una IA (il marito le aveva chiesto di farlo). Visto che la protagonista di Cadwell Turnbull è così diversa, genitorialmente parlando, da me, all’inizio l’ho trovata insopportabile. Alla fine ho pianto. Maledetto.

Amo Sam J. Miller. L’ho apprezzato per La città dell’Orca (che ho finito di leggere una sera sul lungomare di Salerno) e mi è piaciuto tantissimo scambiare due battute con lui, e riceverne un prezioso consiglio che non sarò mai in grado di seguire, in occasione della presentazione di Ragazzi belve uomini. Il paese dei malati è una lettera d’amore al mondo e il saluto a un’amica morta che quel mondo l’ha reso migliore. Ispiratore.

In Penso con la mia testa il controllo dei genitori su quello che viene insegnato a scuola è totale e in tempo reale. La famiglia come una piccola dittatura, che viene messa in crisi dall’iniziativa di un gruppo di adolescenti. Ispiratore. Sì, anche questo.

L’ormone della monogamia è un divertissement che, per la prima volta in questo libro, pensa veramente fuori dallo schema delle monogamie. La storia è quella di una donna che sta cercando di capire come gestirsi con le persone che ama, solo che in un mondo in cui:

Edwina pensò alle persone poliamorose che conosceva. Erano tutti vecchi millennial bianchi che si lasciavano sempre coinvolgere in situazioni ridicole su social che nessuno usava più.

il motivo per cui la protagonista scarti il poliamore e debba invece inventarsi una cosa che è in sostanza poliamore (una relazione a V), mi stupisce. Ma ok. Divertente.

Il monaco del tempio LINGyin amplia lo sguardo sulle relazioni: nel framework generale del buddismo e del karma, tutte le persone sono in relazione. Un racconto affascinante, ma difficile (e sono consapevole che dipende dai miei limiti). Esotico.

Conclusioni

Soprattutto se sei una persona cis in una relazione etero, ti consiglio questi libri. Non perché debbano cambiarti in qualcosa, ma perché anche secondo me è necessario che esistano

spazi per immaginare vite relazionali e collettive differenti rispetto al modello della coppia eterocissessuale monogama.

È necessario perché molte persone solo in quegli spazi possono stare bene ed essere felici e le persone che devono tutelare quegli spazi sono coloro che non ne hanno bisogno, perché sono loro che possono metterli in pericolo (un po’ come dire che ad essere femministi dovrebbero essere gli uomini). Il più importante spazio per immaginare alternative è la nostra mente e, come dice il tizio basso di quel libro

la mente ha bisogno dei libri quanto una spada ha bisogno della pietra per affilarla.

Quindi leggili, e impara a non pensare con la tua mente patriarcale.

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Adri Allora

Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.