Immagine dal sito di Wired (un articolo sulla dislessia, interessante)

Soddisfazioni

Ve la racconto come l’hanno raccontata a me.

C’è una ragazza, un’adolescente di 15 anni, intelligente ma che andava male a scuola: quasi tutte le materie sotto a parte latino.

Lo scorso autunno questa ragazza si becca la mononucleosi ma, a differenza di quello che succede alla maggior parte delle persone con la mononucleosi, i sintomi sono pesanti: mal di testa e fotosensibilità molto accentuata. Ci sono la DAD e lo smart working, i genitori sono a casa con lei e l’assistono, quando iniziano interrogazioni e compiti in classe (la possibilità di sottrarsi è ridotta rispetto al normale (sì, sei a casa, ma pure tutti gli altri)), cercano di supportarla e fanno qualcosa che mai avrebbero pensato di fare: le leggono i libri. Lei non poteva leggere, al buio e col mal di testa, quindi è la cosa naturale da fare.

Arriva la prima interrogazione di storia e quello che prima era un cinque o un sei stiracchiato, diventa improvvisamente un otto. Ed è solo l’inizio. Strano, no? I genitori fanno due più due: vediamo un po’ che cosa è successo, facciamo qualche analisi. E fanno qualche analisi. E salta fuori che la nostra eroina è fortemente dislessica (fortemente = rispetto a una prestazione normale nei test è dislessicǝ chi ha una deviazione standard di uno e mezzo; la nostra ha quattro), che aveva sempre compensato ma che otteneva i propri, insoddisfacenti risultati in seguito a sforzi enormi. Oh, vedi?, non era una fagnana (come si dice da queste parti), aveva dei problemi e noi non ce ne siamo accortǝ.

Succede, è più frequente di quanto s’immagini, e quando l’arcano è risolto ed è stata data una spiegazione, ne conseguono anche delle strategie compensative (in prima battuta gli audiolibri) che portano la nostra eroina a recuperare tutte le materie eccetto una in un trimestre.

Non solo: improvvisamente avere la conferma di non “essere scema” migliora anche altri aspetti della vita della protagonista. L’autostima non fa per sé curriculum, ma migliora la qualità della vita.

Brava lei, bravissimǝ madre e padre, la storia ha un lieto fine.

Tutti contenti.

Ma io di più.

Perché il motivo per cui la ragazza non aveva latino sotto è Alatin.

Ho chiesto: ma ne siete sicuri? Secondo me le ripetizioni che le avete dato lo scorso anno sono state importanti.

Come se non gliele avessimo date nelle altre materie, la risposta.

Questo è la parte che invece non mi è stata detta, è la mia aggiunta personale da chi sta dietro le quinte e conosce qualche dettaglio in più: è facile capire perché Alatin in questo caso abbia fatto la differenza: gestione del carico cognitivo, lavoro sul lessico vincolato in ogni lezione in modo da ridurre lo stress da nuove parole, lavoro atomizzato in piccoli task ben sequenzializzati hanno dato (danno) i loro frutti.

Diciamo la verità: è chiaro che quando diventeremo ricchi sfondati sarà una bella soddisfazione, ma vuoi mettere diventare ricchi e, insieme, aiutare le persone a imparare?

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Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.

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Adriano Allora

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