Una strada lastricata di buone intenzioni

Adri Allora
Oct 3, 2023

Non so se mi sto radicalizzando io o che, ma… avevano paura di offendere qualcuno? Così è totalmente inefficace!

Da alcune settimane una campagna animata da ottime intenzioni fa capolino nelle stazioni della metropolitana di Torino. Pur annotando che si tratta di un messaggio che apprezzo e sento profondamente, non posso esimermi dal considerare che un eccesso di politeness e “pulizia” del linguaggio attraverso il ricorso a un formulario astratto e moralista (per una volta, in senso buono) la rende completamente inefficace. Perché non comunica, non fa pensare, non muove nulla nello spirito. Sono appunto solo belle parole.

Allora, ho immaginato delle alternative. Con brutte parole.

Qui il testo sulla destra poteva essere: NON LA AMI ABBASTANZA! MA CHE GENITORE SEI? L’orientamento sessuale non si sceglie e il tuo dovere di madre o padre è accettare le caratteristiche di tua figlia e aiutarla a crescere felice e a trovare un posto del mondo. Se non lo sai fare, non avresti dovuto riprodurti.
Qui il testo sulla destra poteva essere: TI FANNO SCHIFO I SOLDI? SEI TU CHE FAI SCHIFO. È per colpa di gente come te che per molte persone trans non esiste la possibilità di una vita dignitosa: non ti voglio in questa casa, non ti voglio in questo ufficio e si finisce a vivere in tuguri con prospettive di lavoro uguali a zero. Se invece guardassi alle persone trans prima di tutto come a persone, che vorrebbero solo vivere la loro vita in pace insieme alle altre persone, il mondo sarebbe migliore.
Qui il testo sulla destra poteva essere: TANTO NON GLI INTERESSI: QUELLI COME TE NON INTERESSANO. Scommetto che sei il tipo che quando viene assunta una donna la prima cosa che pensi è se è scopabile o no! Peccato che in ufficio si vada per lavorare, non per fare sesso: impara a pensare a colleghi e colleghe come colleghi e colleghe, non come vittime o supporter della tua insicura mascolinità. Anche la tua vita professionale migliorerà!
Qui il testo sulla destra poteva essere: GIOCARE CON UN GAY TI RENDE MENO UOMO? Se basta così poco per mettere in dubbio la tua mascolinità, forse non sei abbastanza uomo. Se il pensiero di un compagno di squadra gay ti impedisce di giocare con qualcuno che può rendere la tua squadra più forte, non sei neppure un buon giocatore. Guarda alle persone per quello che sanno fare in campo, non per quello che fanno in un posto nel quale non sei invitato. Anche le prestazioni della tua squadra miglioreranno!

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Adri Allora

Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.