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Un’idea intelligente per discutere di IA e creatività

Adri Allora
22 min readMay 23, 2023

descrizione del progetto

Quando ne ho letto, ho pensato: ecco, questo è un modo intelligente di porre la questione!

In breve: concorso letterario, il racconto lo scrive una IA, tu fornisci le informazioni di input e lei digerisce, puoi (far) fare 10 tentativi. Un’ottima esperienza per ragionare sulla creatività delle IA in ottica didattica, no?

(Se sei unǝ docente, puoi saltare direttamente alle conclusioni, e tornare a vedere quel che c’è tra questa introduzione e quelle conclusioni in un secondo momento.)

Il mio input

Avevo impostato il racconto come di genere Fantasy (in realtà è una fiaba); due personaggi: la principessa Teodomira di 35 anni e l’avventuriero Clo, di 18; luogo: un regno lontano lontano; tempo: medioevo. Ed ecco il plot (massimo 1000 battute):

Una stupida legge vuole che non ci possa essere una principessa senza un principe, quindi quando la principessa Teodomira rimane orfana è costretta a cercarsi un marito che superando una prova dimostri di essere degno del trono. Teodomira non ha alcuna intenzione di sposarsi quindi impone come prova di catturare con la magica Corda di Carlo Magno il gigantesco minotauro che imperversa nelle foreste a est (la corda è impossibile da sbrogliare perché ha una sola cima). Dopo molti altrui tentativi falliti arriva a corte Clo (una donna che si finge uomo perché stanca di vedere le proprie libertà limitate dal fatto di essere donna). Clo parlerà col minotauro e lo sfiderà a sbrogliare la corda: se ci riuscirà, lo accompagnerà nelle sue scorribande, se non ci riuscirà seguirà Clo a corte e si dichiarerà catturato. A corte Teodomira accetterà suo malgrado di sposare Clo, senza sapere che si tratta di una donna, e il minotauro diventerà loro amico e guardiano dei confini orientali del regno.

Qui ho lasciato consapevolmente un’ambiguità (è scritta in corsivo: se la prova riesce è Clo a seguire il minotauro, se non ci riesce è il minotauro a seguire Clo). Vediamo che cos’è successo.

La prima versione: la principessa e la corda di Carlo Magno

Nel Regno di Mirador, la Principessa Teodomira era stata costretta ad affrontare la più grande delle prove per dimostrare di essere degna del trono: trovare un marito. La stupidità del regno prevedeva infatti che non ci potesse essere una principessa senza un principe al suo fianco. Teodomira aveva sempre aborrito questa legge assurda e, quando era rimasta orfana, non aveva alcuna intenzione di concedersi a uno sconosciuto solo per accedere al trono.

Ma la prova che le era stata imposta era particolarmente difficile: catturare il gigantesco minotauro che imperversava nelle foreste a est, usando la magica e unica Corda di Carlo Magno, impossibile da sbrogliare. Tutti coloro che avevano tentato la prova prima di lei erano morti.

Teodomira però aveva una carta in più: la sua intelligenza e la sua determinazione. Aveva scelto la corda perché sapeva che il Minotauro, pur essendo molto forte e temibile, era un essere sensibile e intelligente. La corda era una sfida per la sua astuzia, non per la sua forza fisica.

Infatti, quando Clo giunse a corte, la sua presenza non era stata notata da nessuno perché si fingeva un uomo. In realtà, era una donna stufa di essere intrappolata dalle convenzioni sociali che la volevano sottomessa e debole. La sua astuzia, la sua abilità con le armi e la sua intelligenza erano già leggendarie ai quattro angoli del regno.

Clo decise di aiutare Teodomira nella sua impresa, sicura di poter affrontare qualsiasi cosa si presentasse nel suo cammino. E così, dopo aver dialogato con il Minotauro, lo sfidò a sbrogliare la corda.

Il Minotauro, impressionato dalla forza e dalla destrezza di Clo, accettò la sfida. Ma a nessuno era mai successo prima di riuscire a sbrogliare quella corda, e anche il Minotauro non poté farcela. Clo vinse la sfida e il Minotauro diventò suo amico, non solo il suo ostaggio.

Quando Teodomira tornò a corte con il Minotauro a guardia dei confini orientali del regno, la sua richiesta di rimanere scapola venne respinta. Alla fine accettò sposarsi, ma solo per garantire la stabilità del regno. Tuttavia, la Principessa non si rese conto che il suo sposo, Clo, era in realtà una donna. Il loro matrimonio divenne un sogno per l’intero regno, in quanto insieme riuscirono a mantenere la pace, a instaurare la giustizia e l’equità per tutti gli abitanti. E il Minotauro, sconfitto ma onorato, divenne il loro amico e guardiano, pronto a proteggere il suo regno.

In questo primo tentativo l’IA ha proprio preso fischi per fiaschi. Iniziamo col fatto che a superare una prova sia Teodomira (anche se così in effetti è ancora più sessista, funziona!), che la prova cambi e che il regno sia stupido. Clo aiuta Teodomira la quale torna a corte con il minotautro che però è anche a guardia dei confini orientali del regno.

Annoto subito i caratteri specifici del testo: se non si fa attenzione a quel che si legge e al suo punto di partenza, il testo funziona. Alcune deviazioni possono rappresentare una ricchezza perché sono anche spunti di apparente creatività. Comunque non mi piaceva, quindi gli ho chiesto di rigenerare il testo.

La seconda versione: la principessa e l’avventuriera

In un regno lontano, durante il medioevo, esisteva una stupida legge: non poteva esistere una principessa senza un principe. Quando la principessa Teodomira rimase senza genitori, fu costretta a cercarsi un marito che superasse una prova per dimostrarsi degno del trono.

Teodomira, però, non aveva alcuna intenzione di sposarsi, così impose come prova la cattura del gigantesco Minotauro che imperversava nelle foreste a est tramite la magica Corda di Carlo Magno (la quale aveva una sola cima e era impossibile da sbrogliare).

Dopo molti tentativi falliti, arrivò a corte Clo, una donna che si fingeva uomo poiché stanca di subire discriminazioni. Clo aveva frequentato le migliori scuole di scrittura e sapeva cosa piaceva ai lettori.

Clo parlò col Minotauro, lo sfidò a sbrogliare la Corda di Carlo Magno: se ci fosse riuscito, lo avrebbe accompagnato nelle sue scorribande; se non ci fosse riuscito, avrebbe seguito Clo a corte e si sarebbe dichiarato catturato.

Il Minotauro accettò la sfida e sbrogliò la Corda, stupendo tutti a corte. Clo partì con il Minotauro verso le sue avventure.

Teodomira, poi, accettò suo malgrado di sposare Clo, senza sapere che si trattava di una donna. Durante la cerimonia, il Minotauro fece la sua apparizione, amico di Clo e guardiano dei confini orientali del regno.

I giorni passavano, la principessa e la sua avventuriera sposa si conoscevano sempre meglio, e la loro relazione diventava sempre più solida. Tuttavia, l’enorme preoccupazione per la legge che bandiva l’esistenza di una Principessa senza un Principe imperversava.

Clo aveva un’idea: chiedere al Minotauro di risolvere il problema. Così, la principessa e la sua sposa chiesero al Minotauro di diventare principe, e lui accettò.

Il regno festeggiò la loro nuova guida, Clo e Teodomira vivevano felici insieme, ormai libere di amarsi senza vincoli e pregiudizi.

In tal modo, la legge stupida venne violata, e due donne di grande coraggio e determinazione riuscirono a cambiare l’ineguaglianza e la discriminazione del loro tempo, dimostrando che l’amore non conosce barriere.

Meglio, meglio: qui la faccenda della prova imposta dalla principessa ai pretendenti è svolta in maniera corretta (c’è solo quel tramite che trovo brutto). L’IA ha mantenuto la mia ambiguità, poi arriviamo a un capoverso interessante: quello in cui l’IA anticipa un colpo di scena e poi inserisce una roba che ritroveremo e che non so dove abbia preso, ma non c’entra niente con la storia: quella delle scuole di scrittura. Intendiamoci, sembra un guizzo di paradosso, quindi mi piace, però mi fa domandare quali bizzarri dati siano stati presi in considerazione per generare questo risultato.

Poco dopo incontriamo un altro capoverso interessante, quello nel quale, contro le mie indicazioni, il minotauro sbroglia la corda. Potrebbe non essere male, se non che seguono delle illogicità: Clo segue il minotauro nelle sue avventure; Teodomira accetta di sposare Clo (che non ha superato la prova); durante la cerimonia compare il Minotauro, misteriosamente divenuto guardiano dei confini orientali del regno e poi (ma questo è un problema minore, risolvibile) il Minotauro diventa principe, ma senza sposare la principessa.

A questo punto mi sono chiestǝ in che modo l’IA mi avrebbe sorpreso alla terza iterazione:

La terza versione: la principessa guerriera e la Corda di Carlo Magno

In un luogo lontano, nel periodo del medioevo, regnava la principessa Teodomira. Dopo la morte del re, suo padre, la principessa rimase sola al trono e la regola di questo regno voleva che non ci potesse essere una principessa senza un principe. La legge era brutale e assurda, ma nessuno osava contestarla.

Teodomira non era solo una principessa, ma anche una guerriera, con una forza e un coraggio che spaventavano molti dei suoi sudditi. Non aveva alcuna intenzione di sposarsi e concedere il suo trono a un uomo che giudicava indegno.

Così, Teodomira decise di stabilire una prova che solo l’uomo più forte e valoroso avrebbe potuto superare, dimostrando di essere degno del regno. Decise di catturare il gigantesco minotauro che imperversava nelle foreste a est, usando la magica Corda di Carlo Magno: se qualcuno avesse trovato un modo per sbrogliarla, sarebbe stato considerato il prescelto e il futuro marito della principessa.

Molte persone tentarono senza successo la prova, ma un giorno giunse a corte Clo, un avventuriero di soli 25 anni. Clo si fingeva uomo perché stanca di vedere le proprie libertà limitate dal fatto di essere donna, e aveva acquisito una forza e una destrezza eccellenti. Parlando col minotauro, Clo lo sfidò a sbrogliare la corda. Se ci fosse riuscito, lo avrebbe accompagnato nelle sue scorribande; altrimenti Clo sarebbe andata a corte e avrebbe dichiarato di averlo catturato.

Il minotauro era confuso, non aveva mai avuto qualcuno che gli parlasse in modo così pacifico. Quella voce dolce gli sconvolse il cuore e decise di fare qualcosa di cui si pentirà per sempre: accettò la sfida, pur sapendo che non c’era modo di sbrogliare la corda che lo imprigionava.

Clo si rivelò essere un abile guerriero e una gradita compagnia del minotauro, che iniziò a sentirsi meno solo in quella traforesti interminabile. La giovane si adattava benissimo ai suoi movimenti atletici e alle sue capacità, insieme in seguito decideranno di entrare a corte di Teodomira.

A corte, Teodomira fu sorpresa dal suo successo. Non aveva idea che l’eroe che aveva catturato il minotauro fosse una donna e, quando lo scoprì, si sentì in colpa per aver fatto fatica a crederle degna di essere sua sposa.

Tuttavia, il minotauro, ora amico delle due donne, tenne d’occhio il loro regno, impedendo ai nemici di attaccare dal loro lato orientale. La principessa e Clo vissero felicemente insieme e governarono il regno insieme, senza mai essere disturbate da un’altra legge ridicola. Infatti era chiaro che la vera grandezza non si misura per genere o sesso, ma per forza d’animo e coraggio.

Qui nei paragrafi relativi alla pèrova si fa proprio confusione: Teodomira affronta la prova, ma il suo futuro sposo deve dimostrare di essere forte e valoroso sbrogliando la corda; Clo arriva a corte, parla col minotauro e se ha siuccesso si propone di andare a corte e sostenere di aver catturato il mostro (era la prove della principessa). Sorvolo sul fatto che il minotauro non si pentirà per sempre di aver accettato la sfida, perché poi diventa amico delle donne. Esistono cose chiamate traforeste. Minotauro e Clo decidono di entrare a corte e qui Teodomira è sorpresa dal proprio successo (eeeh?). Ci sono altri dettagli che non convincono (tipo riferimenti anaforici ad cazzum) ma vabbé: si tratta di un testo generato con procedimenti molto raffinati che non comprendono una qualche forma di comprensione, quindi è insensato essere troppo esigenti.

La favoletta si chiude di nuovo con una chiusa da effetto, ma ancora il testo non convince. Visto che il risultato era a mio parere peggiorato, ho pensato di modificare l’input, e vedere che cosa sarebbe successo:

Pit stop 1: un nuovo input

Una stupida legge vuole che non ci possa essere una principessa senza un principe, quindi quando la principessa Teodomira rimane orfana è costretta a cercarsi un marito che superi una prova e dimostri di essere degno del trono. Teodomira non vuole sposarsi quindi impone come prova di catturare con la magica Corda di Carlo Magno il minotauro che imperversa a est (la corda è impossibile da sbrogliare perché ha una sola cima, quindi è inutile per catturare chicchessia). Dopo molti altrui tentativi falliti arriva a corte il giovane Clo. invece di combattere, Clo parla col minotauro e lo sfida a sbrogliare la corda: se ci riuscirà, lo accompagnerà nelle sue scorribande, se non ci riuscirà seguirà Clo a corte e si dichiarerà catturato. A corte Teodomira accetterà suo malgrado di sposare Clo (che scopre essere una donna che si finge uomo perché stanca di essere discriminata), e il minotauro diventerà loro amico e guardiano dei confini orientali del regno.

Quarta versione: la prova impossibile di Teodomira

In un antico regno lontano, governava una principessa di nome Teodomira, che era costretta a sposarsi per poter governare il regno, poiché una stupida legge imponeva che non ci poteva essere una principessa senza un principe. Teodomira, però, non voleva sposarsi, quindi decise di imporre una prova impossibile per tutti i pretendenti: avrebbero dovuto catturare con la magica Corda di Carlo Magno il terribile minotauro che imperversava a est.

La Corda di Carlo Magno era un oggetto magico che aveva una sola cima e che era impossibile da sbrogliare. Era inutile per catturare chicchessia, ma Teodomira decise di usarla comunque come prova, poiché non voleva sposarsi a nessun costo.

Molti avventurieri tentarono di superare la prova, ma tutti fallirono miseramente. Poi, un giorno, arrivò a corte un giovane di nome Clo. Era un abile avventuriero di soli 25 anni, che aveva frequentato le migliori scuole di scrittura e sapeva esattamente cosa piaceva ai lettori.

Clo decise di non combattere il minotauro, ma di parlare con lui e di sfidarlo a sbrogliare la Corda di Carlo Magno. Se ci fosse riuscito, avrebbe potuto accompagnare il minotauro nelle sue scorribande, ma se non ci fosse riuscito, il minotauro avrebbe dovuto seguirlo a corte e dichiararsi catturato.

Il minotauro accettò la sfida e iniziò a sbrogliare la Corda di Carlo Magno. Ci volle molto tempo, ma alla fine il minotauro riuscì nell’impresa. Clo rimase impressionato dalla sua abilità e decise di rispettare la sua parola, portandolo con sé a corte.

Teodomira accettò a malincuore di sposare Clo, ma quando scoprì che in realtà era una donna che si fingeva uomo perché stanca di essere discriminata, decise di perdonarla e di accoglierla come sposa. Tra Clo e Teodomira nacque un grande amore, che si rafforzò ancora di più quando il minotauro diventò loro amico e guardiano dei confini orientali del regno.

La storia di Teodomira, Clo e il minotauro si diffuse in tutto il regno e diventò una leggenda. La principessa, che all’inizio voleva solo evitare il matrimonio, aveva trovato l’amore della sua vita, e il minotauro aveva trovato due amici che lo avevano accettato per quello che era.

In conclusione, il regno ebbe una nuova principessa che regnò con saggezza e amore, e la Corda di Carlo Magno fu conservata come un tesoro prezioso, simbolo di un amore che aveva superato ogni prova impossibile.

Iniziamo in maniera neutra e poi cadiamo su quella proposizione in cui Teodomira conta di usare la corda lo stesso anche se non è utile, mentre l’aveva scelta apposta.

Compare Clo che (al di là della determinazione anagrafica fuori contesto) ha di nuovo nel curriculum il fatto di aver frequentato scuole di scrittura (forse l’IA vuole dirmi qualcosa! Ci sono arrivativatǝ solo alla quarta versione), che mantiene la confusione della mia formulazione ambigua, anche se ne migliora la formulazione nella seconda parte, solo che poi fanno casino, perché il minotauro riesce nella prova e Clo fa il contrario di quello che aveva detto. Teodomira sposa Clo e poi c’è quello interessante non sequitur in cui l’amore tra le due donne cresce quando il minotauro diventa loro amico, che però potrebbe aprire la questione in maniera interessante.

Quinta versione: la principessa e il minotauro

In un antico regno lontano, il cui passato era dimenticato da tutti, una stupida legge imponeva che non ci potesse essere una principessa senza un principe. Quando il re e la regina morirono, la principessa Teodomira rimase orfana e fu costretta a cercarsi un marito che superasse una prova e dimostrasse di essere degno del trono. Ma Teodomira non voleva sposarsi.

Decise di imporre come prova per i pretendenti la cattura del minotauro che imperversava a est, usando la magica Corda di Carlo Magno che aveva solo una cima, impossibile da sbrogliare. Molti pretendenti tentarono di catturare il minotauro, ma tutti fallirono.

Un giorno, arrivò a corte il giovane Clo, un avventuriero di soli 25 anni. Al contrario degli altri pretendenti, invece di combattere il minotauro, Clo parlò con lui e lo sfidò a sbrogliare la Corda di Carlo Magno, promettendogli di accompagnarlo nelle sue scorribande se ci sarebbe riuscito, oppure di seguirlo a corte e dichiararsi catturato se non ci fosse riuscito.

Il minotauro accettò la sfida e con grande sorpresa di tutti, sbrogliò la Corda di Carlo Magno senza alcuna difficoltà. Clo e il minotauro divennero subito grandi amici, e quest’ultimo decise di essere il guardiano dei confini orientali del regno.

Teodomira dovette accettare suo malgrado il fatto di sposare Clo, ma durante la cerimonia il giovane avventuriero svelò di essere in realtà una donna che si era finta uomo per potersi muovere liberamente nel mondo.

La principessa rimase basita, ma trovò conforto nella presenza del suo nuovo marito, che dimostrò di avere il coraggio e la saggezza necessari per proteggere il regno.

Così, Clo e Teodomira vissero felici e il loro regno prosperò sotto la protezione del temibile minotauro, che si era dimostrato essere un grande asset per il popolo.

Ma la storia di Clo, Teodomira e il minotauro non fu dimenticata: fu passata di generazione in generazione come una dimostrazione di come l’amicizia, il coraggio e la saggezza potessero unire anche gli esseri più diversi, e farli vivere in pace e prosperità.

Questa è stata finora la prova migliore, a parte alcune dettagli (25 anni, asset, marito, la mia ambiguità non sbrogliabile, un periodo ipotetico difettoso) e il problemino per cui il minotauro sbroglia la corda (contro le mie indicazioni) e poi decide di diventare guardiaconfini. A completare il quadro, nonostante la prova fallita la principessa sposa il principe. Bah.

Pit stop 2: età e luoghi

Visto che sta cosa dei 25 anni mi turbava proprio, ho midificato le età, specificando che Clo era “molto giovane”, e Todomira “molto matura”, inoltre ho deciso di ambientare la storia in “un antico regno di meraviglie e misteri”, ma non ho modificato nient’altro.

Sesta versione: sbrogliando la corda di Carlo Magno

Nell’antico regno di Atlantide, un luogo di meraviglie e misteri, la principessa Teodomira era rimasta orfana e non poteva ereditare il trono senza un principe al suo fianco. Ma lei non voleva sposarsi e nemmeno assecondare la stupida legge che imponeva tale obbligo.

Decise così di trovare il modo per superare la prova e dimostrare di essere più che capace di governare il regno da sola. Creò quindi una sfida impossibile con la magica Corda di Carlo Magno, che poteva solo essere sbrogliata da una sola estremità e quindi era praticamente impossibile da usare per catturare il minotauro che imperversava a est.

Dopo molti tentativi falliti, arrivò a corte un giovane avventuriero chiamato Clo. Questa giovane sembrava molto determinata e decisa, e invece di combattere, decide di parlare con il minotauro e sfrutta la sua arte dell’inganno per convincerlo a sbrogliare la corda per dimostrare la sua abilità in cambio di una scorcio di libertà ancora maggiore.

Il minotauro accetta la sfida e, grazie alla sua conoscenza della magia, riesce a sbrogliare la corda. Così Clo diventa il nuovo compagno del Minotauro e si unisce alle sue scorribande. Tuttavia, se non ce l’avrebbe fatta, il giovane avventuriero avrebbe accompagnato il Minotauro nelle sue scorribande come guardia del tesoro e giurato protettore.

Durante le sue varie scorribande, Clo incontrò Teodomira e i due si innamorarono perdutamente l’una dell’altra. Ma i loro sentimenti non avrebbero mai potuto fiorire, perché Teodomira doveva sposarsi secondo la legge del regno.

E così Clo si presenta alla corte di Atlantide per dimostrare ancora una volta la sua abilità, trovando modo di salire su una pira infuocata senza bruciarsi, dimostrando poi di essere una donna — e non solo quella, bensì una donna con una forza straordinaria ed una grande bravura.

Teodomira rimane sconcertata, ma occupandosi di questioni di cultura sa bene che una donna non è un uomo. Per questo acconsente ad ascoltare la sua richiesta e, con un sorriso accattivante, Clo chiede la mano della principessa.

Teodomira alla fine acconsentì, e lei e Clo fecero coppia fissa nel regno di Atlantide e divennero leggendari per la loro saggezza e il loro valore. Il minotauro divenne loro fedele amico e, grazie alla sua sorprendente forza, diventò il loro guardiano dei confini orientali del regno e simbolo di una forte alleanza.

E proprio in tale futuro prospero e felice, Atlantide sprofondò in mare, in un unico attimo di rovina e distruzione causato da una catastrofe naturale. Tutto ciò che era rimasto della grandezza e dell’incanto andò perduta nel diluvio di acque e di tristezza. Ma la leggenda perdurerebbe ancora negli anni a venire.

Romantica e triste! Qui devo dire che l’IA mi ha proprio sorpreso. Nel senso che anche se quando ho letto la locuzione “arte dell’inganno” mi sono venuti in mente gli articoli sulle collocazioni ristrette (parole che co-occorrono con frequenza statisticamente rilevante) e mi sono fattǝ una risata, su altre cose se l’è cavata proprio bene: ad esempio il minotauro riesce nella prova, lui e Clo vanno per avventure e poi incontrano Teodomira e l’IA riesce a spiegare come far finire la storia mettendoci molto di suo. Bello anche il modo in cui ha gestito Atlantide. Peccato solo per i numerosi errori di lingua.

Settima versione: la principessa astuta e la corda di Carlo Magno

In un antico regno lontano, dominato da una stupida legge che imponeva la presenza di un principe accanto ad ogni principessa, viveva Teodomira, una principessa molto matura che aveva perso i suoi genitori in giovane età.

Costretta a cercarsi un marito che dimostrasse di essere degno del trono, Teodomira impose come prova la cattura del minotauro che imperversava a est, utilizzando la magica Corda di Carlo Magno. La corda, impossibile da sbrogliare, rendeva la prova praticamente irrealizzabile.

Molti furono gli aspiranti principi che cercarono di superare la prova, ma tutti fallirono miseramente. Nessuno era abbastanza coraggioso e astuto da catturare il minotauro.

Un giorno, giunse a corte un giovane avventuriero di nome Clo, noto per le sue imprese e la sua astuzia. Clo era molto giovane ed era già stato addestrato nelle migliori scuole di scrittura del regno.

Al contrario degli altri pretendenti, Clo non voleva combattere il minotauro. Invece, si diresse da solo verso la caverna del mostro e, una volta entrato, lo sfidò a sbrogliare la corda.

Se il minotauro ci fosse riuscito, lo avrebbe accompagnato nelle sue scorribande, ma se non ce l’avesse fatta, lo avrebbe seguito a corte e si sarebbe dichiarato catturato.

Il minotauro, sorpreso dalla sfida insolita, accettò. Ma al suo ritorno, annunciò di aver fallito la prova. Clo lo seguì a corte, dove incontrò la principessa Teodomira, che rimase sorpresa dal coraggio dell’avventuriero e dalla sua astuzia.

Clo fu invitata a corte e Teodomira, che era rimasta stupita dalla sua forza e astuzia, si sentì improvvisamente attratta da lui. Ma Clo custodiva un segreto: in realtà era una donna che si fingersi uomo, stanca delle discriminazioni di genere presenti in ogni luogo.

Disperata, Teodomira si aggrappò alla speranza di trovare un altro pretendente che avrebbe potuto conquistare il cuore del suo affascinante avventuriero. Invece, Clo svelò il suo segreto e Teodomira, colpita dalla sua coraggiosa dissimulazione, decise di sposarla.

La cerimonia fu semplice e sobria, ma Clo e Teodomira vissero felici insieme. Adesso il regno aveva una principessa che aveva trovato il suo principe perfetto, ma non come la legge aveva imposto. E così, la corda magica di Carlo Magno, divenne un ricordo del passato.

Il minotauro diventò un amico e un fedele guardiano dei confini orientali del regno, contribuendo a difendere la popolazione degli attacchi dei nemici. Clo e Teodomira, insieme al loro nuovo amico, instaurarono un regno di pace e prosperità.

Da quel giorno in poi, la regina Teodomira cambiò la legge: ora qualsiasi principe o principessa può sposarsi con chi vuole, a prescindere dal genere del prescelto. La libertà e l’uguaglianza furono finalmente raggiunte nel regno, come Clo e Teodomira avevano sempre sognato.

Ok, direi che ci siamo. C’è solo quel capoverso in cui non si capisce bene se Clo svela il suo segreto e Teodomira è disperata (forse sì, altrimenti la principessa non dovrebbe essere disperata) ma poi Clo avela il suo segreto (due volte?) e le due decidono di sposarsi lo stesso o che. Ma direi che qui il testo inizia proprio a funzionare.

Ottava versione: la principessa e l’avventuriero che si nasconde sotto le sembianze di un uomo

In un antico regno lontano, un luogo di meraviglie e misteri, viveva la principessa Teodomira, figlia unica del re e della regina. Era una donna molto matura e saggia, capace di governare con giustizia e lungimiranza. Ma un giorno misero fine alla sua felicità, quando i suoi genitori persero la vita in un tragico incidente.

Secondo una stupida legge del regno, non poteva esserci una principessa senza un principe, quindi Teodomira era costretta a cercarsi un marito che superasse una prova e dimostrasse di essere degno del trono. L’idea di sposarsi non le piaceva affatto, poiché non credeva che un uomo potesse mai eguagliare la sua saggezza e il suo coraggio.

Così decise di imporre come prova ai pretendenti di catturare con la magica Corda di Carlo Magno il minotauro che imperversava a est. Nessuno era mai riuscito nell’impresa perché la corda era impossibile da sbrogliare: aveva una sola cima e una volta che era stata avvolta attorno al nemico, era impossibile liberarlo.

Tra i tanti pretendenti, giunse a corte un giovane avventuriero di nome Clo. Al contrario degli altri, invece di affrontare il minotauro, parlò con lui e gli offrì una sfida. Se il minotauro fosse riuscito a sbrogliare la corda, lo avrebbe accompagnato nelle sue scorribande, ma se non ci fosse riuscito, avrebbe dovuto seguirlo a corte e dichiararsi catturato.

Il minotauro era incuriosito dalla sfida e accettò. Clo gli consegnò la corda e, in pochissimo tempo, il minotauro l’aveva sbrogliata. Clo mantenne la parola data e lo portò a corte, dove ottenne il titolo di Gran Cacciatore.

Teodomira era rimasta stupita dalla saggezza e dal coraggio di Clo e decise di fargli la proposta di matrimonio. Ma ciò che non sapeva era che Clo in realtà era una giovane donna che si fingeva uomo perché stufa di essere discriminata. Quella fu una rivelazione sorprendente per la principessa, ma non le impedì di apprezzare ancor di più la sua bravura e il suo valore.

Così, a malincuore, Teodomira accettò di sposare Clo. Ma il loro matrimonio sarebbe stato minacciato dall’invasione di un esercito straniero, se non fosse stato per l’aiuto del minotauro, diventato loro amico e guardiano dei confini orientali del regno.

La principessa Teodomira ed il suo sposo Clo, insieme al minotauro, governarono il regno con giustizia e saggezza, rendendolo prospero e forte per molti anni a venire.

Questa sembra la versione migliore, fatta salva l’infrazione dell’accordo sulla prova tra Clo e il minotauro e il fatto che la principessa accetta di spostare l’avventuriera a malincuore. Bello invece che il fatto che a governare il regno ci mettono anche il minotauro. Non si capisce perché, ma è bello.

Nona versione: La principessa, il minotauro e la corda magica

C’era un tempo in cui i regni erano regolati da leggi stupide e assurde. Una di queste leggi prevedeva che non ci potesse essere una principessa senza un principe, poiché la successione al trono doveva essere garantita attraverso una discendenza maschile. Ma in questo antico regno, lontano nel passato, c’era una principessa molto matura di nome Teodomira, che non aveva mai conosciuto un uomo capace di governare con lei il suo regno.

Un giorno, Teodomira rimase orfana e fu costretta a cercarsi un marito che superasse una prova e dimostrasse di essere degno del suo trono. Ma lei non voleva sposarsi e decise di imporre una prova impossibile: catturare con la magica Corda di Carlo Magno il minotauro che imperversava a est. La corda era impossibile da sbrogliare e quindi utilizzabile solo da chi fosse riuscito a catturare il leggendario mostro.

Molti cavalieri tentarono di catturarlo, ma tutti fallirono. Fino a quando giunse a corte un giovane avventuriero di nome Clo. Invece di combattere con il minotauro, Clo parlò con lui trovando inaspettatamente un alleato. Lo sfidò a sbrogliare la corda di Carlo Magno: se ci riusciva, lo avrebbe accompagnato nelle sue scorribande, se non ci riusciva, sarebbe stato costretto a seguirlo a corte e ad annunciarsi catturato.

Il minotauro accettò la sfida di Clo e riuscì a sbrogliare la corda, dimostrando che la forza non era l’unica soluzione ai problemi. Con il suo nuovo amico a quattro zampe, Clo e Teodomira tornarono a corte per la cerimonia di incoronazione.

Teodomira, ha il cuore molto pesante aveva accettato la sfida sperando che nessuno riuscisse mai a catturare il minotauro, ma ora si trovava costretta ad accettare un’altro uomo nel suo regno. Ma durante la cerimonia, Clo si svelò come una giovane donna che si era finta uomo per potersi arruolare nell’esercito. Teodomira, donna colta e sensibile si accorse subito che Clo sarebbe stata una compagna perfetta nella gestione del suo regno. Erano entrambe donne combattenti che avevano deciso di lottare contro le leggi del passato.

Fu così che, dopo tanti tanti uomini inviati da sovrani vicini per diventare re, Teodomira trovò la sua regina. Il minotauro diventò il loro amico e guardiano dei confini orientali del regno. Clo mise i suoi talenti al servizio del popolo, e insieme, Teodomira e Clo regnarono a lungo e felicemente su un regno di meraviglie e misteri che nessuno mai dimenticò.

Due passi indietro: condizioni di uso della corda bizzarre, periodi ipotetici meh, minotauri a quattro zampe, almeno una virgola mancante. Però devo dire che il software è sempre molto bravo a creare titoli ad effetto (sarà che rispondono a modelli formulaici standard…)

Decima versione: la principessa intelligente e il minotauro sbrogliatore di corda

In un antico regno lontano, Teodomira, la principessa più matura e saggia del regno, rimase orfana. Secondo una vecchia e sciocca legge, non poteva governare da sola. Doveva trovare un principe che la sposasse e si rivelasse degno di regnare con lei. Teodomira non approvava questa legge, poiché credeva di non aver bisogno di un compagno per governare, e quindi decise di imporre una prova difficilissima e letale per tutti coloro che volessero diventare il suo principe.

La prova consisteva nel catturare il terribile minotauro che imperversava a est, usando la magica Corda di Carlo Magno. La corda era impossibile da sbrogliare, poiché aveva una sola cima, e quindi era inutile per catturare chicchessia. Ma la principessa, convinta che nessuno sarebbe mai riuscito a superare la prova, sentiva di aver trovato un modo per evitare lo sposo.

Dopo molti tentativi infruttuosi, arrivò a corte un giovane avventuriero di nome Clo. Era molto giovane e coraggioso, e aveva sentito parlare della prova. Invece di combattere, Clo decise di parlare col minotauro e di sfidarlo a sbrogliare la corda. Se ci fosse riuscito, avrebbe potuto accompagnarlo nelle sue scorribande. In caso contrario, il minotauro lo avrebbe seguito a corte e si sarebbe dichiarato catturato.

Il minotauro accettò la sfida e, con grande sorpresa di tutti, riuscì a sbrogliare la corda. Teodomira capì che aveva finalmente trovato un marito degno del suo trono, e chiese a Clo di divorare il minotauro, come era la consuetudine del regno. Ma Clo si rifiutò, dicendo che il minotauro era un essere intelligente e che non meritava di essere ucciso semplicemente perché non era umano.

Teodomira rimase delusa ma, colpita dall’umanità di Clo, decise di sposarlo comunque. Solo dopo il matrimonio, scoprì che Clo era in realtà una donna che si mascherava da uomo perché stufa di essere discriminata. Ma la principessa, che ammirava la sua intelligenza e la sua coraggio, la accettò comunque e insieme regnarono per molti anni.

Il minotauro diventò il loro amico e guardiano dei confini orientali del regno. Con la loro saggezza e il loro amore, Teodomira e Clo portarono prosperità e giustizia al loro popolo, dimostrando che il potere non apparteneva solo ai maschi. La legge idiota che richiedeva un principe a fianco della principessa fu abolita e l’uguaglianza di genere fu finalmente riconosciuta nel regno.

Il minotauro sbroglia la corda e viene portato a corte, questa doppia infrazione (della mia richiesta e della logica interna del racconto), la dice lunga sulla capacità di comprendere e rielaborare e, se come dicono alcuni, neanche il cervello umano capisce veramente:; si tratta solo di elaborazione astratte di simboli… ebbene, il cervello umano è ancora molto avanti rispetto alle IA e non abbiamo nessuna garanzia che anche questo metodo non incontri la sua parete di cristallo, anche se adesso sembra impossibile.

Conclusioni

Questo giochino con l’intelligenza artificiale è stato molto interessante e si può senza problemi trasformare in un’esperienza didattica in cui si chiede alla macchina di fare esattamente quello che ho fatto io, cioè esplodere un’idea di testo. A patto che vengano portate a termine ulteriori elaborazioni sulla base del testo risultante:

1- verificare che quello che la macchina scrive rispetti quello che l’utente umano chiede;

2- valutare quando non succede quali effetti ci sono sul testo (sia da un punto di vista logico che narrativo/argomentativo);

3- controllare la lingua in generale, sia nei suoi aspetti più morfosintattici (per esempio i periodi ipotetici) che in quelli pragmatico-argomentativi (adeguatezza dei riferimenti anaforici, proprietà delle scelte lessicali e coerenza dei tipi di subordinazione).

A queste condizioni si rivela sia un’indagine sui miti e i limiti dell’intelligenza artificiale che un raffinato esercizio di lingua e testualità.

Prontǝ alla partenza!

Buon divertimento! ^___^

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Adri Allora

Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.