Impressionante quanto cambiano le cose soltanto girandole. Questo disegno accumula dettagli, come me.

Accumulatore compulsivo like a pro

Confessioni di uno scoiattolo.

Il problema

Io ho innumerevoli interessi: romanzi, sesso, fumetti, saggi, alcool, quando possibile sostanze stupefacenti (per esempio quella cosa che si fa con la Maizena e che se la schiacci di colpo è durissima ma se c’infili il dito dentro lentamente è liquida… stupefacente!), cibo, film, musica, giochi da tavola e di ruolo… e questo è già un problema — è terribilmente dispersivo — ma non è ancora il vero problema.

Faccio parte di un’associazione di appassionatǝ di giochi di ruolo e da tavolo (niente azzardo da noi… no, certo che giochiamo anche american (se non sai cosa intendo, leggi qui o ascolta qui), ma non con i soldi. Non quelli veri comunque).

Ma neanche questo è il problema: l’associazione è un luogo fichissimo frequentato da persone a vari livelli di nerdezza, così accoglienti che anche tipi piuttosto schivi e a disagio nella folla come me si trovano bene a frequentarlǝ, tanto che andavo nella tana dei Revelsh Blind Beholders non solo per giocare, ma anche solo per salutare, scambiare quattro chiacchiere o assistere a una partita giocata da altri. Era sufficiente anche solo stare lì, compartecipare. Quando si poteva, chiaro.

Un po’ di tempo fa uno dei membri del direttivo e mio carissimo amico mi ha chiesto di pensare a dare una faccia a quattro personaggi che potrebbero far parte di una serie di avventure di giochi di ruolo e io ho risposto “ok”. Era un side project, mi piaceva l’idea di rimettermi a giocare coi disegnetti e rappresentava una variazione in un periodo in cui — essenzialmente — trascorrevo il tempo libero al computer. Ma non per disegnare.

Mi sono fatto dare i background e ho iniziato cercando di capire quale stile poteva piacermi di più: più fumettoso (alla Darwyn Cooke, Jeff Smith o Chuck BB), più favolistico (alla Charles Vess) o più serio (tipo Corrado Mastantuono, o Pratt o Luca Enoch)… ovviamente io non so disegnare come questi signori, ma se devi farti ispirare, tanto vale puntare a quelli bravi, no? E poi ho fatto diversi esperimenti con le tecniche (qui un accenno alla faccenda), insomma, non voglio farti perdere tempo: il punto è che alla fine mi sono reso conto che in casa mi sono trovato altri quattro ingombranti disegnetti e…

E l’unica cosa che mi interessa adesso è che finisca questa fottuta emergenza sanitaria per andare in associazione e lasciarglieli lì. Cioè, il pensiero di ‘ste robe per casa mi fa letteralmente sbarellare, devo concentrarmi per non pensarci.

E non riesco a buttarli via. È più difficile che per altre cose perché non li ritengo neanche roba mia, ma dell’associazione, ma mentre ci pensavo mi sono reso conto che è tutto così: io sono un accumulatore compulsivo di cose che faccio. La mia casa è invasa di oggetti, disegni, dipinti, costruzioni… addirittura disegno sulle pareti.

Perché non mi limito ad accumulare, ma poi nascondo in giro.

Se mi conosci da abbastanza anni, non escludo di aver nascosto una volta su una mensola a casa tua una piccola scultura di sapone, o fra le pagine di un tuo libro un cartoncino con un disegno, o dietro l’antina di un pensile un animaletto di fil di ferro. A un amico ho recapitato una volta un disegno in busta chiusa, anonima (ha la disgrazia di vivere non lontano dal mio ufficio).

Sono un fottuto scoiattolo.

Il che non è terribile, per alcuni versi: ho appena iniziato a leggere le avventure della più potente eroina Marvel, Squirrel Girl, e devo dire che mi piace. Meno il lavoro di chi l’ha tradotto, ma ok, non staremo a parlare di questioni di genere perché lo scopo di questo post non è polemico ma farmacologico.

Squirrel Girl prende a calci in culo Thanos così facilmente che crede che non sia l’originale. Ecco perché non la mettono nei film degli Avengers: sarebbero tutti cortometraggi.

Il fatto di non riuscire a non fare cose che poi non sopporto di avere in giro ma non riesco a buttare semplicemente via, è il problema.

Il problema di cui parlo in questo post, chiaro. Ce ne sono altri, ma per oggi li lasciamo da parte.

Il palliativo

La cosa non è risolvibile, ma in questo caso specifico ho elaborato una strategia contenitiva delle mie nevrosi. Non è una cosa nuova: perché credi che pubblichi a puntate il prontuario pornogrammaticale? Perché è un modo di liberarmene (a proposito, se per qualche motivo te li fossi persi: qui quello sulla fonologia e qui quello sul verbo, a maggio cerco di far uscire quello sulle congiunzioni).

Esatto, adesso metto qui i disegnetti e i background, così dò in pasto a quel tarlo nella mia mente una specie di pubblicazione e spero che se ne stia buono buono finché non potrò andare in associazione. Metto prima la descrizione ufficiale, quella che mi ha dato Alone per prepararmi, poi il disegnetto e poi due note per me. Per te, invece, potrebbe essere uno spunto per venire alla sede degli RBB e giocare con questi personaggi, un giorno o l’altro quando sarà finita l’emergenza :)

Marjana, maga umana

Hai sempre avuto un rapporto conflittuale con tuo padre. Pretendeva che tu stessi a casa ad aiutare la mamma, mentre lui andava a caccia di conoscenza in giro per il mondo. E mai che ti abbia insegnato qualcosa. Sapeva benissimo che ti affascinava, ma preferiva passare le ore a lamentarsi del padre di Felix. Di come fosse lui il vero eroe, e che senza il suo aiuto la fortezza sarebbe caduta. Quando passava davanti alla statua nella piazza di Passoverde, borbottava che ci sarebbe dovuto essere lui lì, non il padre di Felix. Così, quando vi prese e portò via, non potevi che obbedirgli. Ma anche lontano dal villaggio, in un’altra città, tuo padre non cambiò. Un giorno partì, e non tornò più. Ti stufasti della vita con tua madre. Lei faceva il possibile, ma la routine di casa ti stava stretta. Da sola, grazie alla vostra agiatezza, imparasti poco alla volta quegli incantesimi che ti permisero di avere salva la pelle in più di un’occasione. Chissà se il tuo destino sarebbe stato diverso, se avessi seguito tuo padre. Appena possibile, presi la tua vita in mano e decidesti che saresti partita alla ricerca di nuove esperienze.

I ricordi d’infanzia erano sempre vivi nella tua mente, disponibili ogni volta che serviva un sorriso. Le giornate spensierate passate a giocare con Emeliah al tempio. Ti dava sempre ottimi consigli su come far sbollire la rabbia quando i tuoi ti sgridavano, ma che arrossiva in maniera spaventosa quando si parlava di ragazzi. Moohmure il figlio del ladro, che ti aveva sempre fatto una corte spudorata. Rubava i fiori dai giardini altrui per regalarteli, e farti accusare di essere una ladra. Felix, il figlio dell’eroe del paese, da cui aveva ereditato una corporatura possente ed agile. Eri sempre stata affascinata da lui, a tal punto che la sera prima di partire, benché foste appena bambini, gli desti un bacio d’addio. Ma forse lo avrà dimenticato.

Dopo l’ennesima disavventura, decidesti che era il momento di tornare a Passoverde, almeno per un po’. Speravi che i tuoi vecchi compagni condividessero le tue aspirazioni, ma se fossero diventati dei contadinotti, almeno ci sarebbe scappata una birra. Speri di scoprire che Passoverde gli sta stretto. Ti sentiresti molto sollevata, soprattutto se Felix non fosse ancora sposato! L’ultima lettera che vi siete scambiati, diceva di trovarsi prima di pranzo, alla “Locanda del Pesce d’Oro”.

Marjana. Olio, 30x40

Marjana è stata il mio primo esperimento. A parte due orribili ritratti che non so dove sono fatti tipo diciotto anni fa, si tratta praticamente del mio primo olio. All’inizio ho usato dei colori vecchi che dovevo sciogliere con un po’ di olietto, poi ho capito che dovevo procurarmi dei colori di buona qualità, ho chiesto a mio papà e lui mi ha indirizzato su Bianco&Marzano, a Torino. Fanno i colori proprio loro, ed è un altro mondo di dipingere.

Per tuttǝ lǝ altrǝ ho messo delle montagne sullo sfondo, per lei, che ha viaggiato di più, invece c’è un altro tipo di paesaggio, più silvestre ma pure più vicino.

La foto è un po’ più fredda e chiara dell’originale, tanto che l’arancione non pare neanche veramente arancione, ma lo è, nella pallina magica fra le sue dita e nei suoi occhi (che è il omaggio personale a Raistlin).

Felix, guerriero umano

La tua è senza dubbio l’eredità più pesante da portare avanti. Tuo padre era l’eroe di Passoverde, tanto da meritarsi una statua nella piazza centrale. Un monumento che ricorda come grazie al suo intervento, la fortezza a guardia del confine abbia resistito all’attacco dell’esercito nemico. La gente lo ricorda come il leader che sapeva sempre qual era la cosa giusta da fare e quando farla. Persino l’ultima volta che lo vidi. Il giorno che il padre di Moohmure tornò in paese, e tuo padre disse “devo andare”.

Sei cresciuto al tempio cittadino. Della tua infanzia ricordi i pomeriggi passati a giocare con Moorhmure, il figlio del ladro, che ha imparato molto bene da suo padre. Si divertiva a nasconderti le cose, e puntualmente tu ti arrabbiavi a morte con lui. Emeliah, tua sorella adottiva, che vive al tempio con te. Tuo padre la adottò dopo che i suoi genitori morirono nell’attacco alla fortezza. Benchè sia tua coetanea, è sempre stata la più matura tra voi e vi ha sempre fatto un po’ da mamma. Ma soprattutto, ricordi la bellissima Marjana, la figlia del mago, la più ribelle e la più scontrosa, che ha sempre esercitato su di te un fascino molto strano. Se c’è una cosa che non dimenticherai mai, è quell’innocente bacio che lei ti diede la sera prima di trasferirsi lontano da te. Quanti giorni hai passato a pensare a come avrebbe potuto essere la tua vita al suo fianco, se i viaggi dei vostri padri non vi avessero diviso. Così quando hai ricevuto i messaggi, in cui vi avvisa che è diretta a Passoverde, hai temuto che si presentasse con la famiglia, un marito i figli…

Semmai doveste intraprendere la vita da avventurieri sulla scia dei vostri genitori, tu ti sentiresti investito del ruolo che aveva tuo padre. Ma per prima cosa, ti preme mettere in chiaro che pensi sia giusto che i ruoli si definiscano da sé, avventura dopo avventura. L’ultima lettera che hai spedito, diceva di trovarsi prima di pranzo, alla “Locanda del Pesce d’Oro”.

Felix. Olio, 30x40

Ho immaginato Felix come una montagna umana, fortissimo, ma un po’ irrisolto, per via di quell’amore non dichiarato per Marjana e per la pesante eredità paterna. Triste e umile, ma buono e pronto allo scherzo.

Le montagne dietro di lui sono fredde, come quel freddo che si porta dentro e che vuole scacciare via.

Moorhmure, ladro umano

Tornare a Passoverde, il paese dove sei nato? Finalmente! Dopo tanti spostamenti ecco il posto giusto dove tornare… da tuo padre hai imparato ad aprire per le serrature “magia”, a svuotare tasche e nasconderti quando le cose si fanno pesanti. Ciò vi ha costretto a trasferirvi spesso… Oh, ma non rubate per cattiveria! Ma certa gente proprio non merita di avere tanti soldi, se poi non li sa custodire.

Tua madre ha supplicato spesso di trovare un lavoro ONESTO, ma preferivi seguire il mestiere di famiglia, così ti inventasti come prestigiatore. In fondo serve solo il denaro per vivere, per viaggiare, per essere galante e per quando sarò stanco di queste cose. Hai lasciato casa già da qualche anno, e forse bisognerebbe fare un salto dai tuoi, ma dopo essere stato diviso dai tuoi compagni di giochi, hai voglia di vedere come sono cresciuti. E magari andare alla ricerca di nuove avventure!

Emeliah, sarà quella un po’ più difficile da convincere, perché sicuramente avrà immolato la sua vita a qualche futile divinità… come avevano fatto i suoi. Anche se poi sono finiti male. Forse ho ancora un po’ di ascendente su di lei. Quando facevi scherzetti stupidi, era il tuo bersaglio preferito. E come si arrabbiava! Ma sicuramente Marjana, la figlia del mago, avrà seguito le orme di suo padre ed ora chissà che potente sarà, e che bella! Benché frequenti molte donne, hai proprio voglia di vedere com’è venuta su. Ma ci sarà di mezzo quel Felix, il figlio dell’eroe del villaggio. Sarà diventato tutto un “sissignore” che si preoccupa sempre di seguire le regole, anziché fare la cosa giusta. Potrebbe fare molto comodo in battaglia, ma bisognerà che creda che sia una sua idea.

L’ultima lettera che vi siete scambiati, diceva di trovarsi prima di pranzo, alla “Locanda del Pesce d’Oro”. Meglio sbrigarsi, per non arrivare in ritardo come tuo solito.

Moorhmure. Olio, 30x40

Moorhmure è un tipo notturno e insidioso, ma anche affascinante. Qui è venuto con un’espressione un po’ così, da santo paleocristiano, lui che è tutt’altro, ma se ne avrò l’occasione lo rifarò meglio.

Emeliah, chierica umana

È arrivata l’ora che tu compia la tua scelta. Restare al tempio ed occuparti della sua quotidianità, e controllare che vada tutto per il verso giusto, o partire e diffondere la parola del tuo dio in tutte le terre conosciute? Ti è sempre piaciuto viaggiare, ti piacerebbe seguire le orme dei tuoi genitori, ma ti spaventa l’idea di lasciare la sicurezza del tempio di Passoverde, di perire lontano come loro. Il monumento al centro del paese, che raffigura il padre di Felix, ricorda l’attacco dell’esercito nemico alla fortezza di guardia del confine, e i caduti grazie a cui ha resistito. Caduti tra cui ci sono anche i tuoi genitori. Ma non sei cresciuta da sola, il padre di Felix ti ha adottata e sei cresciuta al tempio con lui e gli altri bambini. La gente lo ricorda come il leader che sapeva sempre qual era la cosa giusta da fare e quando farla. Persino l’ultima volta che lo vidi. Il giorno che il padre di Moohmure tornò in paese, e tuo padre disse “devo andare”. Hai cercato di abituarti a perdere le persone, ma ti è sembrato che andasse a chiudere un conto in sospeso, e che forse non sarebbe finita lì.

Il ritorno a Passoverde dei tuoi amici d’infanzia è stato come un segno divino, Marjana, la figlia del mago, un po’ scontrosa e forse frivola, che lasciavi si confidasse, ma con cui era difficile fare lo stesso. Moorhmure, figlio del ladro, che come suo padre aveva deciso di prendere la strada sbagliata per fare del bene. Un tipo incredibile, pazzo e senza responsabilità. Ma come faceva a farti arrossire così tanto. Quando li vedrai, speri che i tuoi vecchi amici avranno voglia di partire all’avventura, come i loro genitori. E tu non vedi l’ora di accettare la sfida… Chissà se sarai all’altezza dei tuoi… non ti resta che provare… L’ultima lettera che vi siete scambiati, diceva di trovarsi prima di pranzo, alla “Locanda del Pesce d’Oro”.

Emeliah. Olio 30x40

Emeliah è l’ultima che ho fatto. Una donna posata, che patisce un po’ per una quotidianità al tempio che la tiene a bassi regimi, ma che avrebbe proprio voglia di uscire, vivere avventure e scoprire cose nuove.

E ora, un’ultima domanda: che cosa hanno in comune i quattro dipinti?

Eh.

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Linguist, entrepreneur (co-founder of Maieutical Labs), curious. I’m here on Medium mostly to learn, even when I write something.

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Adriano Allora

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